Durezza

La durezza è una caratteristica naturale dell'acqua che è dovuta sostanzialmente alla presenza in soluzione di ioni calcio Ca++ e magnesio Mg++.
Viene espressa in vari modi, come per esempio in milligrammi di carbonato di calcio (CaCO3) per litro d'acqua o in Gradi Francesi (°F), che corrispondono a 10 milligrammi/litro di CaCO3. Un'altra unità di misura piuttosto diffusa è il Grado Tedesco (°D) che corrisponde a 1,79 gradi francesi.

La durezza viene a volte accusata ingiustamente di essere dannosa per la salute. Ciò non trova riscontro nella stessa normativa relativa alle acque potabili (Dlgs 31/2001), che prevede per la durezza valori consigliati nell'intervallo tra 15 e 50 gradi francesi ed è inoltre smentito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, la quale evidenzia l'esistenza di numerosi studi a supporto di una correlazione positiva tra durezza e diminuzione di malattie cardiocircolatorie e più in generale cronico-degenerative (Guidelines for Drinking Water Quality, Second Edition, Vol.2, 1996). "

La durezza è un parametro di interesse tecnologico, che serve conoscere soprattutto per la regolazione delle apparecchiature (lavastoviglie, addolcitori, etc). Ad essa è legato il fenomeno del "calcare", cioè di quel deposito che si accumula nei filtri dei rubinetti e che a volte viene scambiato per sabbia."
Infatti, quando si scalda un'acqua contenente calcio, tale metallo diventa insolubile e forma un precipitato di carbonato di calcio che intorbida l'acqua e, se lasciato fermo, crea un deposito. Tale fenomeno, del tutto naturale, si può facilmente riprodurre scaldando sui fornelli un po' d'acqua in un pentolino."

Di seguito sono richiamati alcuni consigli per le principali apparecchiature domestiche:

 

  • Lavatrici
    I moderni detersivi contengono apposite sostanze "complessanti" e "sequestranti", in grado di ridurre od eliminare gli effetti della durezza. E' sufficiente utilizzare le dosi consigliate di detersivo, più raramente, per acque particolarmente dure, può essere opportuno aggiungere additivi specifici. In ogni caso essendo l'effetto degli additivi maggiore alle bassa temperature, conviene utilizzare cicli di lavaggio a temperatura medio-bassa.
     
  • Lavastoviglie
    La lavastoviglie è dotata di un addolcitore, cioè di un dispositivo che scambiando il calcio con il sodio elimina la durezza dell'acqua. E' sufficiente quindi regolare la quantità di sale (cloruro di sodio) che agisce da rigenerante, in base alla tabella riportata solitamente nel libretto delle istruzioni e che tiene conto del valore di durezza dell'acqua (reperibile sul nostro sito). La regolazione può essere effettuata anche in maniera empirica, procedendo per tentativi in base ai risultati "estetici" del lavaggio a partire da una regolazione per una durezza media dell'acqua (30 gradi francesi).
     
  • Scaldabagno
    Il riscaldamento dell'acqua provoca la precipitazione del carbonato di calcio tanto più quanto maggiore è la temperatura. E' consigliabile quindi tenere temperature non eccessivamente alte dell'acqua calda (attorno ai 45-50 °C).
    Può essere necessario fare eseguire dal proprio idraulico di fiducia una pulizia periodica dello scaldabagno o del suo scambiatore.
    Nei casi più problematici di incrostazione i rimedi sono costituiti dal dosaggio di additivi anti-incrostanti nell'acqua ad uso sanitario o addirittura nell'installazione di un addolcitore. In quest'ultimo caso va ricordato che tale apparecchio cambia le caratteristiche chimico fisiche dell'acqua e va quindi attentamente regolato e manutenuto, nonché regolarmente denunciato all'ASL.

 

 

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